Storia di Manush – raccontata da chi non c’era

STORIA DI MANUSH – raccontata da chi non c’era (2017)
deComporre edizioni, Gaeta, 2017
ISBN: 978-88-94879-04-9

Manush dimentica carne e pane. Dimentica la minestra e i funghi freschi del bosco. Se vuoi vivere, d’ora in avanti, una sola cosa devi mangiare fino a che non ne rimane più neanche una briciola. Devi mangiare tutto il tempo. Tutto il tempo che resta per pensare.
E io l’ho fatto. Ho mangiato i minuti, ho mangiato le ore e ho mangiato i giorni interi. Con la pancia piena di niente mi sono riempito gli occhi di vuoto. E ho passato i giorni a fare quello che facevo anche prima. Lo spettacolo del circo non lo ferma nessuno.

Da questo racconto lo spettacolo Zingari Lager di e con Maurizio Stammati

Lo spettacolo nasce, un po’ come il precedente La valigia dei destini incrociati, dalla scommessa di voler parlare dell’Olocausto attraverso il linguaggio del teatro anche al pubblico di età scolare.
La differenza sostanziale risiede nel linguaggio scelto: mentre il testo precedente, che ancora calca la scene nel periodo di gennaio, era un’esercitazione sulla favola e sul teatro per ragazzi, Zingari Lager è invece un più impegnativo spettacolo di narrazione che fonde insieme parola e musica in un unicum piuttosto intrigante.
(Alessandro Izzi)

STORIA DI MANUSH – raccontata da chi non c’era (2017)
deComporre edizioni, Gaeta, 2017
ISBN: 978-88-94879-04-9

Manush dimentica carne e pane. Dimentica la minestra e i funghi freschi del bosco. Se vuoi vivere, d’ora in avanti, una sola cosa devi mangiare fino a che non ne rimane più neanche una briciola. Devi mangiare tutto il tempo. Tutto il tempo che resta per pensare.
E io l’ho fatto. Ho mangiato i minuti, ho mangiato le ore e ho mangiato i giorni interi. Con la pancia piena di niente mi sono riempito gli occhi di vuoto. E ho passato i giorni a fare quello che facevo anche prima. Lo spettacolo del circo non lo ferma nessuno.

Da questo racconto lo spettacolo Zingari Lager di e con Maurizio Stammati

Lo spettacolo nasce, un po’ come il precedente La valigia dei destini incrociati, dalla scommessa di voler parlare dell’Olocausto attraverso il linguaggio del teatro anche al pubblico di età scolare.
La differenza sostanziale risiede nel linguaggio scelto: mentre il testo precedente, che ancora calca la scene nel periodo di gennaio, era un’esercitazione sulla favola e sul teatro per ragazzi, Zingari Lager è invece un più impegnativo spettacolo di narrazione che fonde insieme parola e musica in un unicum piuttosto intrigante.
(Alessandro Izzi)

Le parole per spiegare l’inferno non sono state ancora trovate, né si troveranno del tutto, nemmeno a tanti anni di distanza. Perché le tragedie le parole le annientano ancor prima di averle pensate. O se le si trova suonano strane e superflue, ammantate di retorica o comunque non idonee a spiegare del tutto quello che è stato.
Alessandro Izzi, che di queste parole dolorose va ancora alla ricerca, riesce comunque a utilizzarne di feconde per condurci per mano dentro le storie che fecero quella Storia tanto amara e tanto pungente che non tutti hanno compreso e biasimato fino in fondo.
(Sandra Cervone)

Il circo: metafora della vita, incredibile palcoscenico dove infiniti numeri si susseguono l’un l’altro inchiodandoci sulla sedia dell’immanenza e costringendoci a tenere il fiato sospeso fino alla fine dello spettacolo, fino alla fine della vita, fino alla morte. Sarà proprio questo luogo a diventare un teatro di dolore e distruzione, che porterà la compagnia zingara e, di riflesso, tutta la loro comunità, a patire le pene infernali dei lager, le quali segneranno per sempre la vita di quelle persone.
(Gianmarco Giordaniello)

INTERNATIONAL BOOKS FOR PEACE AWARD (Sezione Fantasy razziale)

INDICE

PREFAZIONE di Alessandro Izzi 
INTRODUZIONE di Sandra Cervone

II 
III 
APPENDICE 
ZINGARI E LAGER di Gianmarco Giordaniello 

pag. 5
pag. 7
pag. 11
pag. 17
pag. 21
pag. 31
pag. 33

PREFAZIONE di Alessandro Izzi pag. 5
INTRODUZIONE di Sandra Cervone pag. 7
I pag. 11
II pag. 17
III pag. 21
APPENDICE pag. 31
ZINGARI E LAGER di Gianmarco Giordaniello pag. 33

1 commento su “Storia di Manush – raccontata da chi non c’era”

  1. Close-up

    Il narratore (…) conferisce a queste poche ma preziose pagine la statura di monito universale, un faro che illumina, nella notte della ragione, la sola via da seguire per salvare la vita e la dignità di milioni e milioni di sfortunati. E naturalmente salvarsi, nel nome di quella diversità che deve unirci, non dividerci, allo scopo di scambiare e tramandare tutta la bellezza e tutto il sapere che il vento continua a portare con sé.

    Anton Giulio Onofri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto è protetto